Perché mettere nel muso di un mammifero o nel becco di un uccello un pensiero umano? e perché fare di una zampa, di un’ala o di una pinna l’alter ego di un piede o di una mano? idee, fiabe, aneddoti e favole in forma di animale mi si raccolgono attorno come a un falò tribale [continua]

Qualche giorno fa su un aereo, una hostess che appariva volutamente sgraziata e poi ogni volta prontamente si scusava, ha avuto da un cinese anziano ed elegante una risposta che sembra un motto: Don’t be sorry, be careful! La mancanza di attenzione verso le cose che riguardano gli altri viene ritenuta, in segreto, da chi [continua]

Foto di Barbara Fiore

Dopo giorni, alla fine della valle, scendiamo per una stretta gola nella piana, il viaggio è finito. Una sosta nel piccolo palmeto che sorge intorno a un pozzo. C’è un orto coltivato a menta, la scacchiera dell’orto in quel paesaggio di un’unica gamma di colori appare di un verde smagliante. La bellezza del luogo è data dalla uniformità: sabbia chiara, rocce, acacie dalle chiome piatte e spinose, e le tende ogivali di stuoie che hanno lo stesso colore e la stessa materia del paesaggio. Prendiamo la menta fresca e profumata da aggiungere al tè per la festa che accoglierà il ritorno della carovana. Al tramonto vengono portati legni e rami, il falò nello spazio al centro delle tende deve essere molto grande, la festa durerà infatti tutta la notte.

Simona Carretta, Fotografia scattata a Parigi

Basta dare un’occhiata ai titoli riportati in cima alle «top-ten» dei libri più venduti per rendersi conto di quale sia l’accezione dominante a cui sembra essere ridotta, ormai, l’arte del saggio. Come un grande calderone, la sezione delle classifiche dedicata alla saggistica assembla opere di ogni tipo: per la maggior parte, resoconti giornalistici (quando non [continua]

VERRI Radici_4

Parlo di Boezio che oggi non c’è più e che io ricordo in una mattina di aprile del novantotto. Faceva caldo e c’era molta gente in attesa davanti all’ufficio postale. Quello di Bornate, che è piccolo e ci stanno sedute solo tre persone alla volta. Io non lo conobbi e lui non mi conobbe. Nel [continua]

Gianfranco Baruchello, Teschi di Swarovski

Ossatura (v. osso, linea): È la linea nella superficie – e tu sei il punto. Sei fuori della linea, che è il  tuo oriente. Hai bisogno della linea, ossatura della realtà – tua parabola e tuo destino, divenire – perché la superficie abbia senso. Abitare una superficie è fare la linea. Non si fa mai [continua]

ANTOMARINI Treno

Sono salita sul treno con mio padre e mia madre. Ma ho pagato un biglietto solo perché loro sono morti e i morti non pagano. Per loro stare dovunque è gratis, perché non consumano. Infatti non parlano e non occupano spazio, cioè occupano tutto lo spazio. Il treno ad alta velocità accorcia le distanze, anche [continua]

Fiore Signora 2

Come la vecchia signora finlandese della fiaba, come la vecchia signora finlandese, che vive in una casa senza entrate, che vive in una casa senza uscite, sulle bianche distese di gelo, nelle terre deserte, silenziose, del paese della Regina delle Nevi come la vecchia signora finlandese, dall’abito da sera verde scuro, che guarda il fuoco [continua]

PAPETTI mondo sospeso 001

Amare coloro che sono così: quando entrano in una parte non sono delle persone, dei caratteri e dei soggetti, ma una popolazione discreta, una variazione atmosferica, una mediazione di tinta, una molecola impercettibile, una nebbia o una nuvola di gocce” G. Deleuze “…comprimere pazzamente un piede sinistro nella scarpa destra” L. Carroll Giardino, serraglio e [continua]

AGO 2

In azienda ogni reparto, ogni squadra, deve decidere le ferie estive ed invernali con largo anticipo. Quest’anno mi sono toccate le ultime due settimane di luglio, così sono partito con mio figlio per San Benedetto del Tronto e siamo andati a soggiornare undici giorni e dieci notti all’Hotel MareBlu. Un tre stelle in una traversina [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

Jacek Yerka, AUTUMN

L’altro giorno, a Roma in via dei Serpenti, un piccolo negozio di antiquariato era chiuso in pieno pomeriggio. Sulla vetrina c’era appeso un cartello scritto a mano: Torno subito. Sotto però si specificava: Se me va. Magari è solo perché il tenutario se lo può permettere, può essere che la flessione dialettale sia probante di [continua]

DIVICIENTI Universo

Ti ricordo, Maestro, nel crepuscolo dei miei giorni ancora colmi di libri, d’amore ardenti, come m’insegnasti che dev’essere ordita tramatura di vita, d’intelletto, di sapienza. Cavalco l’ippogrifo alato della mia anca sciancata che mi fa deforme nel corpo brutto, storpio – ma immenso era, è il richiamo degli spalti arditi degli universi, dei mondi: specchianti [continua]