Orazio

E allora, bello mio, sei stato a Mikonos, alle Seicelle e alle Maldive? Com’erano? Più o meno della loro fama? O, davanti a San Pietro e Piazza Duomo, devono correre a nascondersi? È meglio Montecarlo? O forse Gargazzone? “Gargazzone” dici “lo sai bene cos’è: un posto più triste di Salorno, e vuoto più di Sinigo, [continua]

Apocalisse

Da domani, e fino al quattro maggio, a Leicester, in Inghilterra, si discute di fantasticazione in un convegno organizzato dalla locale Università, che avrà come ospiti Gianni Celati, Ermanno Cavazzoni, Daniele Benati e molti altri (vedi il programma qui sotto). In Italia, nel frattempo, si discute di Apocalisse. In un evento eccezionale con musiche, spettacoli [continua]

Shitao

Con le sue mani sottili, Shitao impugna il pennello. Il suo corpo sovrasta il rotolo che ha disteso sul pavimento. Lo ferma con quattro piccoli elefanti di giada verde. Alla sua destra, un piatto dai bordi alti, decorato con rami fioriti di colore blu su fondo giallo, ormai corroso, quasi del tutto, da spessi strati [continua]

Caille

Nella sua opera di ricognizione dell’antica sapienza italica, Giambattista Vico scriveva che conoscere significa mettere insieme tutti gli elementi di una cosa, dai quali si possa ricavare così la sua “idea perfectissima”. Da questo punto di vista, la metafisica – “donna con le tempie alate” e con lo sguardo rivolto al cielo e i piedi sulla [continua]

Cavazzoni Walser

Ho ascoltato molto volentieri le cose che sono state dette soprattutto da Bernhard Echte, queste osservazioni sui microgrammi. Si è parlato molto della scrittura microscopica, che certo è molto rilevante e appariscente, ma una cosa notevole è anche la carta, su che cosa cioè Walser scrive. Questo lo trovo estremamente interessante e significativo. A me [continua]

Cail BIO

René Caillié, il viaggiatore, autore del Journal d’un voyage à Timbuctù, nacque il 19 novembre 1799 nel villaggio di Mauzé-sur-le-Mignon, a poca distanza dall’Atlantico, nella regione di Poitou-Charentes, in Francia. Non conobbe mai il padre, morto mentre scontava una pena ai lavori forzati per il furto di uno scudo di sei franchi; la madre, rimasta [continua]

Leopardi cinese

di in: Bazar

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Caill FOTO

Un viaggio nel mito, quello di Caillié, un’ossessione. Al centro, il luogo mitico per eccellenza in Occidente: Timbuctù, la misteriosa. Così misteriosa che il suo stesso nome appare fluttuante, non si sa cioè esattamente come indicarla: col nome che oggi appare sulle carte del Mali, dove si trova, nel deserto del Sahara? E cioè Tombouctou, [continua]

Ripellino Bosco

1. Non ho ancora trovato il tema di questo racconto. Eppure non possonon scrivere. Scrivere, prendere appunti è un’ossessione che ti corrode la vita. Me ne sto qui sull’erba bruciata di Forte Antenne, a schizzare pigri disegni. Estrella mi guarda ridendo. Riempirò molti fogli di graffiti e di sgorbi e di ghirigori. E alla fine [continua]

Ritorno

di in: Gino
Andreini Gino 32

Decidere dove andare era come guardare la nebbia: più ci fissava gli sforzi, più si infittiva la confusione. Allora camminò ancora più veloce e si lasciò andare alle strade e le pietre rosse, i mattoni, i percorsi ritorti delle vie. Ci pensassero loro, a guidarlo. Solo una volta seduto sul sedile, coi primi addii dei [continua]

Vincent

di in: Bazar
Racca Vincent

1 Se porgi l’orecchio al cielo sentirai dei corvi, Più voraci nel vuoto che nel nero… Ma se voli Inseguito da altri voli, sei prigioniero di una tela. 2 Girotondi di nuvole e raffiche di vento Dal promontorio. Falci taglienti al di là Dell’orzo recidono l’azzurro secco Del destino. Con una lingua solitaria Il cuore [continua]

Prete Hatoum

Un romanzo familiare che, via via, da storia di esistenze individuali, si trasforma in un affresco dell’esistenza in quanto tale, dell’esistenza nella quale respirano i viventi e le cose, la terra e i suoi colori. Nella storia di due fratelli, nel loro legame fatto di reciproca amara sorveglianza, di distanza sofferta e insieme perseguita, si [continua]

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Letture a sorpresa

Gino/ 24

di in: Gino (0)
gino_24

Lavorino di fino “Dài, sbrigati, mi sa che m’hanno visto, ‘io cane…”. Gli tremava le mani, a tutti e due, e non riuscivano a scambiarseli, i pacchi. Al buio, poi, fra tutta quella paglia e merda di vacca. Gino si intrecciava negli strizzoni della paura e gli pareva di muoversi peggio che fosse infilato fino [continua]