Prete ILLUSTRAZIONE

Una donna entra ed esce da una storia misteriosa e banale, approda alla terra dei racconti incompiuti, infine forse svanisce. Un testo inedito di Antonio Prete, in omaggio a Julio Cortázar.

Fotografia di Simona Carretta

Il testo di Lakis Proguidis che proponiamo, nella traduzione di Simona Carretta, è tratto dal n. 50 della rivista «L’atelier du roman» (giugno 2007, Flammarion), che ospita un dossier sul tema: “Romanzo, saggio: affinità elettive”. «L’atelier du roman», di cui Lakis Proguidis è anche il direttore, è pubblicata a Parigi dal 1993.

“Ho nostalgia di quando copiavo inviti a cena e biglietti da visita di dottori, allora ero felice come un bambino, immaginavo che la mia scrittura producesse cibi deliziosi o curasse malati inguaribili: cose che la mia calligrafia certificava con arabescata precisione. Oggi non lo credo più. Oggi non so dove andrà il mondo, anche se qui a Herisau è facile prevederlo”.

MORANDINI COnfine

Scusate, non voglio buttarmi a parlare per forza anch’io di provincia. Molti l’hanno già fatto, e bene, molti ancora lo stanno facendo. I territori bituminosi delle province di pianura e di montagna alimentano felicemente la letteratura italiana, e tanti hanno già riflettuto assai meglio di me su questo rapporto fecondo tra invenzione letteraria e geografie [continua]

Déjà vu

di in: Bazar (1)
CONTE Immagine per articolo_1

Accade che la sala buia di un cinema, il senso di raccoglimento e di sospensione che ne deriva aiutino a traversare il fuori/dopo con un passo più preciso, a volte rendendo il piede quasi alato, solo in principio malfermo nella sua partenza timida e perplessa. E sono proprio i passi, i passi coi quali misuro [continua]

CATALANO Immagine 1

Circa 10 anni fa, entrai in un pub di Enna, dove vivevo. Alle pareti che racchiudevano gli spazi dove la gente passava le proprie serate vi erano delle enormi riproduzioni di stampe con disegni e schizzi che catturarono immediatamente la mia immaginazione. L’esperienza mi colpì a tal punto che ancora oggi ricordo la scena. La [continua]

Salve. C’è un uso corrente della parola «lanternino» che è quello al quale ho pensato nel concepire questa rubrica. Si dice «avanzare col lanternino» nelle situazioni senza via d’uscita o quasi, quando tutto intorno a noi pare oscuro e privo di risposte, oppure talmente saturo di disvalori, o quelli che a noi paiono tali, che [continua]

Dipinto di Dino Baldi

Così come l’uomo non resta mai lo stesso uomo, e un uomo dei tempi andati non è uguale all’uomo che siamo noi adesso, allo stesso modo anche l’anima che abbiamo dentro non è stata sempre uguale, e le anime dei tempi di Omero avevano una vita diversa, erano diverse esse stesse, erano quasi impaurite di [continua]

(Ispirato a Yves Klein), il giornale da un solo giorno dà notizie che vengono viste da fuori della linearità temporale e continuità spaziale che i giornali ci fanno credere che esistano. Le osservazioni riportate qui invece sono viste da un essere escluso, ma ‘emancipato’, o ‘inemancipabile’, cioè femminile, quindi storicamente debole e percettivamente lontano.  Ha [continua]

Per forza di cose, nella vita, si fa sempre qualcosa per la prima volta, come respirare, camminare, bere il latte o un bicchiere di vino, cadere, andare in bici, guidare, baciare, scrivere una lettera o redigere un testamento. E per il corso naturale degli eventi, poi, queste prime volte vengono dimenticate perché troppo lontane dall’età [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

Parise FARFALLE

Era un pavillon, o ancora meglio una immensa voliera di legno traforato e bambù, aperto solo d’estate in mezzo a un parco, sotto l’ombra di tigli e ippocastani. C’era in effetti anche un cocorito, che però non scendeva mai da un suo altalenante trespolo da cui calava sui clienti certe sue chiacchierate condite di deiezioni e [continua]

Anni di studio

di in: Bazar
Nardon Studi

I. Si era appostato nel sottoscala. Anche se ormai capitava di rado che una donna uscisse di casa per andare alla fontana, due di loro venivano ancora ad attingere l’acqua per i fiori. Così, il lunedì pomeriggio si metteva ad osservarle. Se lo era imposto quasi controvoglia. Di schiena, con il secchio in mano, parlavano [continua]