SEDIA

Sono amico di un vecchio che già da un pezzo ha superato gli ottant’anni. Lo incontro al bar, dove mi fermo qualche volta a parlargli. Seduti a bere un caffè, gli racconto come mi vanno le cose perché lui mi chiede sempre: “Tutto a posto?”. Poi anch’io chiedo a lui se tutto è a posto, [continua]

Fotografia di Simona Carretta

In Francia hanno ribattezzato la stagione appena trascorsa «l’estate dei saggi», per via del ritorno, tra le letture da ombrellone, di classici come Montaigne e Diderot. Complice la recente uscita di un libro che ne ricorda la grandezza: Un été avec Montaigne, firmato Antoine Compagnon. Ma la concezione del saggio come arte letteraria, à la Montaigne, e che ha sempre continuato a venire trasmessa sottobanco, accanto a quella, di provenienza anglosassone e ormai più comune, che invece vede nel saggio principalmente un genere scientifico, supera i confini francesi. Sempre la scorsa estate, anche la rivista tedesco-orientale «Sinn und form» è stata artefice di un ritorno alla considerazione del saggio come arte poetica, o «spazio del libero pensare», attraverso la pubblicazione di una conversazione a tre voci: protagonisti gli studiosi Basil Kerski e Sebastian Kleinschmidt e il poeta Adam Zagajewski. Antonio Devicienti ricostruisce, traduce e analizza per i lettori di Zibaldoni alcuni passaggi di questo dialogo, dall’essenza assolutamente saggistica, e che ha per tema l’arte del saggio. [Simona Carretta]

SCRIMA Chisciotte

Ne parlano e lo invocano Miguel de Unamuno, José Ortega y Gasset, María Zambrano, ma anche Luigi Pirandello e Thomas Mann: Don Chisciotte (o, a seconda dei punti di vista, il suo creatore Miguel de Cervantes) è l’eroe moderno per eccellenza, l’uomo creatore di mondi, avversario e complice segreto del ridicolo. In breve: il simbolo [continua]

Daniele Franzella, Qualcuno non sia solo

La solitudine di un dimesso presente, per quanto affollata, spinge molti abitanti delle province più lontane a prendere la penna e a guardare compunti al passato, in cerca di un soggetto che abbia in sé grandezza epica, afflato lirico. Eruditi freschi di studi universitari tratteggiano, in volumi densi di note e dalla bibliografia imponente, la [continua]

Il cane

di in: Minimanimalia (0)
Disegno di Davide Racca

mia madre una cagna piuttosto slanciata, pelo biondo, elegante a suo modo… ma troppo curata per essere una di strada! mio padre un cane nero, grosso e, a causa della vita, ruvido. io, allevato come si può, mammella combattuta fin dalla nascita, sono l’unico superstite di una figliata disperata… adottato e abbandonato, mi sono inventato [continua]

Opera di Dino Baldi

Pare che il papiro essiccato, meglio se scritto e antichissimo, fosse particolarmente apprezzato dalle tribù nomadi del deserto, che lo arrotolavano e se lo fumavano alla luce della luna nelle lunghe soste carovaniere. Allo stesso modo prospera tra noi una setta di fanatici, i cui confratelli si riuniscono nei salotti di comode case borghesi e [continua]

Geneviève Calame-Griaule

Nel 1948 usciva in Francia un testo di letteratura orale destinato a diventare rivoluzionario per lo studio della cosmologia e del mito, ma soprattutto per lo studio della parola e dell’espressione, attraverso la parola, del pensiero simbolico. Il libro è il celeberrimo Dieu d’eau [1] in cui, diviso in trentatré giornate, fluisce il racconto del mito [continua]

Doug Aitken, Oh no, 2012

Il verde del cancello di casa mia è un verde stanco. Che il color ruggine sta preparando una rimonta e infatti ci siamo quasi. Ci sono delle strisce di ferro verticali ed altre orizzontali che incontrandosi formano dei quadratini piccoli, dietro i quali c’è il vialetto e poi casa. Dall’altra parte invece il resto del [continua]

Opera di Francesco Arena

Tradurre, per Leopardi, è stare all’ombra dell’altra lingua. Ma abitando la propria lingua, nell’esteso orizzonte della sua tradizione, ma anche in tutte le possibili modulazioni espressive e inventive. Tradurre, per Leopardi, è situarsi tra due lingue, anzi tra le lingue, in un costante e vigilissimo esercizio di comparazione. Un esercizio che avviene, per dir così, [continua]

Osvaldo Licini, Amalasunta n.3, 1950

Settembre è il più crudele dei mesi, specie per studenti ed insegnanti. È anche il periodo in cui s’infittiscono, ripetitivi ed effimeri, i discorsi sulla scuola, gonfiando l’immaginario collettivo. Prendiamone in esame una ben delimitata sezione: i romanzi degli ultimi vent’anni che hanno come protagonista centrale la scuola e che sono rivolti a un pubblico [continua]

Félicien Rops, La mort qui sème la zizanie

«Se mi dessi credito, potrei arrivare a dire una follia: oggi, il saggio, la scrittura specificatamente saggistica, può continuare ad esistere solo nell’orbita o sotto la protezione del romanzo». Così si concludeva l’articolo di François Ricard che abbiamo tradotto per la rubrica L’arte del saggio prima della pausa estiva. Con questo nuovo post, proseguiamo la riflessione sulle interrelazioni presenti tra saggio e romanzo, la cui indagine – come già annunciato nell’editoriale di apertura della rubrica – rappresenta un punto di vista interessante per la comprensione del saggio come arte letteraria. Presentiamo quindi un’intervista di Ferdinando Guadalupi al romanziere spagnolo Juan Goytisolo, nella cui opera la riflessione saggistica costituisce una componente essenziale. [Simona Carretta]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

FORLANI Ciao

“Il peso del Ciao” (L’Arcolaio, 2012) di Francesco Forlani è un libro composito e variegato, esattamente come il suo autore. Animato dalla funambolica capacità di saltare con eleganza da un genere letterario a un altro, dal verso alla prosa, dalla scrittura saggistica a quella militante, Forlani in questo libro di poesie d’amore, d’occasione e di viaggio (del quale pubblichiamo qui la sezione “Canti da ring”) presenta se stesso e la sua incosciente versatilità. Ed è proprio l’incoscienza – ovverosia l’assoluta freschezza del dettato, dello stile e dell’ispirazione – la qualità che forse preferiamo di questo libro, perché oggi l’imperativo è: plastificare tutto, programmare la voce, eseguire lo spartito pedissequamente. E noi, com’è noto, siamo avversari fieri (e incoscienti) dell’oggi.

La marchesa accomodata

di in: Bazar (0)
la_marchesa_accomodata

Per preparare la marmellata di cotogne secondo la ricetta della bisnonna Cucù ci vuole: cotogno grattugiato, chilo uno zucchero etti 300/400 e poi si procede così: si sbolliscono i cotogni, non troppo cotti. Quando sono al punto giusto si mettono a raffreddare e si grattugiano, dopo grattugiati si passano nel crivello per venire più fini [continua]