Mentre, dopo mesi di guerra e bombardamenti in Iraq, il 13 dicembre 2003 gli americani arrestavano Saddam Hussein, Zibaldoni e altre meraviglie si apprestava a dedicare ai bambini il quinto e conclusivo numero dell’anno, riprodotto ora in questo ZiBook. Un numero natalizio, dunque, ma di un Natale di guerra, come forse sempre è il Natale. [continua]


Opera di Francesco Lauretta

Gustavo Paradiso: Vogliamo cominciare dal titolo? Perché L’animalista?   Alberto Volpi: Be’, il titolo potrebbe generare qualche equivoco, perché qui con “animalista” non si intende il significato oggi più corrente, cioè quello di amante o difensore degli animali, ma piuttosto chi scolpisce soggetti di quel genere. Si tratta del protagonista del primo racconto, che svolge [continua]

Ricorreva il 125° anniversario della nascita di Robert Walser, quando nel settembre 2003 vedeva la luce il quarto numero di Zibaldoni e altre meraviglie, uno dei più ricchi e luminosi forse proprio perché ispirato allo scrittore svizzero. Lo riproponiamo oggi integralmente nella collana ZiBook Ricordanze. Nella sezione Preludi campeggiano due prose inedite di Walser, tradotte [continua]


Enrico Careri

Gustavo Paradiso: Ciò che sorprende in Manuelito se ne va è che all’inizio sembra che scrivi a caso, senza una direzione, senza storia, poi invece vien fuori una costruzione polifonica che fa credere il contrario, ossia che tutto sia pianificato fin dalle prime righe, e tuttavia il lettore continua ad avvertire insieme ordine e caos. [continua]

I protagonisti dei ventitré racconti che compongono La fine dei nostri problemi cercano di catturare un solo istante della propria vita, e di raccontarlo, componendo così un variegato catalogo di epifanie contemporanee. All’interno di una narrazione dotata di una singolare grazia realistica, Gianni Agostinelli ricorre a un parlato vivace e scomposto che sembra un’àncora di salvezza, ma forse è soltanto l’ultima occasione per dare sapore alla letteratura e all’esistenza.


In questi racconti di Alberto Volpi tornano fuori, in pelle umana, i vecchi amici animali dell’infanzia, con il loro carattere, l’andatura, le rivendicazioni e gli appetiti. E con una voce tutta loro, perché non si può pensare alle tacchine in bianco e ombrellino di Savinio, a un lupo o al serpente, senza che da quei corpi venga una strana retorica, ricercata e metaforica. Un libro sorprendente di uno scrittore raffinato e colto.


Grecia, Litorale di Nauplia (Fotografia di Simona Carretta)

Come il testo di Lakis Proguidis, pubblicato precedentemente, anche l’articolo di Ricard, che proponiamo adesso nella nostra traduzione, è tratto dalla rivista «L’atelier du roman» e, più esattamente, dal dossier «Roman, essai: affinités électives» pubblicato sul numero 50 (giugno 2007, Flammarion) e che raccoglie gli interventi dei partecipanti al simposio della rivista, svoltosi a Nauplia (in Grecia) nell’ottobre del 2006. François Ricard è un saggista, critico ed editore canadese. Vive a Montréal, dove ha insegnato letteratura francese all’Università di McGill. Tra le sue opere, ricordiamo La littérature contre elle-même (Premio del Governatore Generale nel 1985), La Génération lyrique (2001) e L’ultimo pomeriggio di Agnès. Saggio sull’opera di Milan Kundera, pubblicato anche in italiano nel 2011 per la casa editrice Mimesis. [Simona Carretta]

Francesco Arena, Riduzione di mare

Riprendo dopo vari mesi la riflessione avviata con il post inaugurale di questa rubrica. Qui a Zibaldoni si sapeva che in seguito mi sarei ritirato nel silenzio, e ho trovato comprensione per la mia impasse. Un collaboratore della rivista, in particolare, si è mostrato particolarmente caloroso, raccomandandomi di non mollare, letteralmente di «tener testa agli [continua]

Manuelito se ne va racconta la storia di Manuelito, il soggetto di una celebre tela del catalano Pere Borrell del Caso, Escapando de la critica (1874), che da un secolo e mezzo cerca di uscire dal quadro. A scriverla sono un professore di storia dell’arte o filologia (non è chiaro) e la sua collaboratrice domestica, Gina. Enrico Careri costruisce un funambolico romanzo a più voci, un groviglio polifonico di personaggi e di stili, una partitura che nasce libera e sregolata, ma che per magia acquista lungo il percorso una forma architettonica limpida ed equilibrata.


Zoo a due

di in: De libris (0)
MAGLIANI SARTORI Copertina

Esce in questi giorni, per le edizioni Perdisa, un libro scritto a quattro mani da Marino Magliani e Giacomo Sartori, Zoo a due. Ne presentiamo qui due estratti – un racconto di Sartori e l’incipit di un racconto di Magliani – preceduti dalla prefazione di Beppe Sebaste.

La circostanza in cui feci la conoscenza dell’uomo che chiamavano “Marri” conserva ancora inalterata tutta la singolarità del suo destino. Avevo sedici anni e mi trovavo poco fuori la casa di un idraulico, nella parte alta del paese, quando lo vidi arrivare assieme alla moglie sulla loro moto a tre ruote, una sorta di piccolo [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

Foto di Barbara Fiore

Dopo giorni, alla fine della valle, scendiamo per una stretta gola nella piana, il viaggio è finito. Una sosta nel piccolo palmeto che sorge intorno a un pozzo. C’è un orto coltivato a menta, la scacchiera dell’orto in quel paesaggio di un’unica gamma di colori appare di un verde smagliante. La bellezza del luogo è data dalla uniformità: sabbia chiara, rocce, acacie dalle chiome piatte e spinose, e le tende ogivali di stuoie che hanno lo stesso colore e la stessa materia del paesaggio. Prendiamo la menta fresca e profumata da aggiungere al tè per la festa che accoglierà il ritorno della carovana. Al tramonto vengono portati legni e rami, il falò nello spazio al centro delle tende deve essere molto grande, la festa durerà infatti tutta la notte.

MIDDEI fon_devil.45k

Il pulmino percorre a fatica le grandi e caotiche città di questa parte dell’Africa Occidentale: Cotonou, capitale amministrativa del Benin, e Lomé, capitale del Togo, sono un dedalo di intricate stradine, per lo più sterrate e disseminate di buche, in cui la vita si perpetua nell’accezione più ampia del termine. Abitare le strade e lungo [continua]